Fra le tante feste religiose dell'Ogliastra, quella di San Pietro in Golgo ha una particolarità che la rende diversa da tutte le altre del territorio: non si celebra nella chiesa del paese, ma in una chiesa campestre isolata, sull'altopiano che si apre alle spalle di Baunei, a quasi cinquecento metri sul mare. Ogni anno, l'ultima domenica di giugno, la comunità lascia il centro abitato e sale lassù per tre giorni. È una consuetudine antica, e chi capita da queste parti in quei giorni si trova davanti a qualcosa che non è organizzato per i visitatori: è la festa di un paese, e i visitatori sono ospiti.
Una devozione documentata da secoli
Il legame fra Baunei e l'apostolo Pietro è documentato almeno dall'inizio del Seicento: a quel periodo risalgono le prime testimonianze scritte di festeggiamenti in onore del santo. La chiesa che oggi ospita la celebrazione fu edificata fra il XVII e il XVIII secolo grazie alle donazioni e al lavoro diretto dei pastori del Supramonte, che su quell'altopiano vivevano e lavoravano. Non è quindi un santuario voluto dall'alto, ma un edificio costruito dalla stessa comunità che poi lo ha frequentato.
Le cumbessias, il paese che si riempie una volta l'anno
Attorno alla chiesa, dentro una cinta di pietra, stanno le cumbessias: le piccole case in cui i pellegrini alloggiavano per la durata della festa, stanze essenziali usate una volta l'anno e poi richiuse. È l'impianto tipico dei santuari campestri sardi, e spiega perché queste feste durino più di un giorno: fino a non molto tempo fa, salire al Golgo significava mettersi in cammino e restarci.
In passato ci si arrivava a piedi o con i carri trainati dai buoi, e per le famiglie era una rottura netta rispetto alla fatica quotidiana. Oggi si sale in auto lungo la strada a tornanti, circa 9 chilometri e una ventina di minuti dal centro di Baunei, ma la struttura della festa è rimasta quella: riti religiosi, una processione solenne con il simulacro del santo, e momenti di convivialità che si prolungano fra le case attorno alla chiesa.
La leggenda di su scultone
La tradizione popolare lega la chiesa alla voragine che si apre poco lontano, Su Sterru. Il racconto vuole che dall'abisso uscisse un enorme serpente, chiamato su scultone, che terrorizzava Baunei; sarebbe stato l'intervento di San Pietro a liberare il paese dalla minaccia, e la chiesa sarebbe nata proprio come segno di quella liberazione. È una leggenda, e come tale va presa; ma dice bene come, in questo territorio, la fede e la geologia si siano intrecciate: un abisso che si apre nel terreno senza preavviso chiede una spiegazione, e per secoli la spiegazione è stata questa. Poco lontano dalla chiesa si trova anche un betilo, una pietra sacra di età nuragica: segno che quel luogo era considerato speciale molto prima del cristianesimo.
Quando si celebra e dove informarsi
La festa torna ogni anno l'ultima domenica di giugno e si articola su tre giornate, fra riti religiosi, processione e momenti comunitari. Gli orari delle funzioni e il programma di dettaglio cambiano da un anno all'altro e vengono stabiliti di volta in volta: per questo non ha senso fissarli in un articolo.
Chi vuole informazioni aggiornate deve rivolgersi ai canali ufficiali: la parrocchia di Baunei, che cura le celebrazioni, il Comune di Baunei e l'ufficio informazioni turistiche del paese, che di solito pubblicano il programma nelle settimane precedenti. Chi dorme ad A su Santu Nigola può chiedere pure: in quei giorni in paese si sa tutto, e indichiamo volentieri dove trovare le informazioni giuste.
A Baunei nei giorni della festa
A su Santu Nigola è in pieno centro, nel paese da cui parte la strada per l'altopiano: due camere, cucina completa e balcone.