Ci sono posti che si spiegano meglio con una forma che con una descrizione, e Pedra Longa è uno di questi. Dal centro di Baunei sono circa 6 chilometri, una dozzina di minuti d'auto: dopo una serie di curve fra macchia e roccia si arriva a un piccolo slargo sul mare e la si vede tutta insieme: una lama di calcare chiaro che esce dall'acqua e sale verticale, con il mare profondo che le gira intorno. È uno dei simboli dell'Ogliastra e, per chi arriva dal nord del comune, il primo vero incontro con questa costa.
Che cos'è, esattamente
Pedra Longa — o Perda Longa, nella grafia sarda — è un monolito calcareo alto più di cento metri. Non è una formazione nata isolata: si tratta di un blocco che in epoca remota si è staccato dal massiccio di Monte Santu che le sta alle spalle, restando poi in piedi sul filo della costa. È divisa in più elementi di dimensione diversa, con il corpo centrale che è quello più alto e più riconoscibile. La Regione Sardegna l'ha riconosciuta monumento naturale, insieme all'area protetta che la circonda.
Il nome che ha dato il nome alla regione
Per i naviganti antichi la guglia era l'Aguglia, o Agugliastra: un ago di pietra visibile da lontano, largo alla base e affilato verso l'alto, perfetto come punto di riferimento per chi costeggiava. Secondo un'ipotesi accolta da diversi studiosi è proprio da quel nome che deriva quello dell'intera regione, l'Ogliastra. Non capita spesso che un singolo scoglio dia il nome a un territorio: qui è successo, e la cosa dice parecchio su quanto questa roccia fosse importante per chi guardava la costa dal mare.
Il chilometro zero del Selvaggio Blu
Pedra Longa è anche un punto di partenza. Da qui comincia il Selvaggio Blu, il percorso che segue la costa fino a Cala Sisine ed è considerato il trekking più impegnativo d'Italia: calate in corda doppia, cenge esposte, bivacchi e nessuna sorgente lungo la via. Non è un itinerario che si improvvisa e non è segnalato come un sentiero normale; ma il suo primo tratto, quello che si affaccia sulla guglia, è visibile e comprensibile anche da chi non ha alcuna intenzione di percorrerlo.
Un posto per arrampicatori e per chi guarda
La parete della guglia è frequentata da chi arrampica: le sue vie sono note e la roccia calcarea è quella tipica di questo tratto di Supramonte, compatta e verticale. Ma non serve avere corda e imbrago per godersela. Dallo slargo si sta comodamente seduti sulle rocce piatte a guardare l'acqua cambiare colore man mano che il sole gira, e nelle giornate limpide si vede la costa aprirsi verso nord, in direzione delle cale.
Quando andarci
La luce migliore è quella del mattino presto e quella del tardo pomeriggio, quando il sole radente accende il calcare e la guglia perde l'aspetto piatto che ha a mezzogiorno. In estate le ore centrali sono la scelta peggiore: nessun riparo, riverbero forte dal mare e roccia che scotta. In primavera e in autunno, invece, è uno dei posti più piacevoli della zona, con la macchia in fiore e il mare ancora fermo.
È una sosta breve, che sta dentro un pomeriggio, e per questo finisce spesso in fondo alla lista dei programmi. Vale la pena metterla più in alto: Pedra Longa racconta in cinque minuti la geologia di tutta questa costa, roccia che finisce nel mare senza mediazioni.
Fra Baunei e il mare
A su Santu Nigola è un appartamento in pieno centro a Baunei, a circa 6 chilometri da Pedra Longa e vicino ai sentieri che portano alle cale.