Le guglie calcaree di Cala Goloritzé viste dal mare
Cala Goloritzé, la guglia e la spiaggia bianca — foto: Yesuitus2001 · CC BY-SA 2.5 · Wikimedia Commons

Il Golfo di Orosei è uno dei rari pezzi di litorale mediterraneo rimasti privi di strade. Fra Santa Maria Navarrese e la parte settentrionale del golfo la costa è una successione ininterrotta di falesie calcaree che cadono in acqua, interrotte solo dalle valli che scendono dal Supramonte: dove una valle raggiunge il mare c'è una cala, e in mezzo non c'è nulla. Per questo la giornata in barca non è un extra pittoresco ma il modo naturale di vedere questa costa.

Si parte dal porticciolo, di prima mattina

Le imbarcazioni partono dal porticciolo turistico di Santa Maria Navarrese, che si trova a circa 10 chilometri, una quindicina di minuti di auto, dal centro di Baunei. In stagione le escursioni partono ogni mattina e rientrano nel pomeriggio, con un itinerario che tocca più cale nella stessa giornata e che viene deciso la mattina stessa in base al mare: quando soffia da nord o da est certe soste diventano scomode e il programma cambia. È una regola che sul posto tutti conoscono e che conviene accettare in partenza.

Le cale, una per una

La prima parte della navigazione costeggia il tratto che da Santa Maria Navarrese porta verso nord, passando davanti a Pedra Longa. Poi si entra nel golfo vero e proprio e le mete si succedono.

Cala Mariolu – Ispuligidenie è la più riconoscibile: il suo nome sardo richiama i sassolini bianchi e rosati, tondi e piatti, che sembrano fiocchi di neve. Alle spalle la falesia sale per centinaia di metri e cade a picco su entrambi i lati della cala. Cala Biriala è più piccola e più raccolta, incassata fra le rocce. Cala Sisine è ampia e aperta sulla valle, là dove il letto del fiume carsico arriva quasi fino al mare. Più a nord si arriva a Cala Luna, con il mare basso e cristallino, con tutte le sfumature di blu, e le grotte aperte sul fondo dell'arenile. Cala Goloritzé, che non ha alcuna strada di accesso, si guarda dal mare con la guglia intera che si alza sopra la spiaggia: chi vuole scendervi a piedi deve invece prenotare il sentiero che parte dall'altopiano.

Le grotte sul mare

Fra una cala e l'altra la costa nasconde anche le grotte. La più nota su questo tratto è la Grotta del Fico, che si apre sulla falesia alcuni metri sopra il livello del mare e si visita entrando dal mare, lungo una passerella. All'interno la roccia è modellata da concrezioni calcaree formatesi in centinaia di migliaia di anni. La grotta è legata alla storia della foca monaca del Mediterraneo, che qui ha avuto uno degli ultimi rifugi italiani: gli ultimi avvistamenti risalgono agli anni Ottanta del Novecento. Più a nord, verso l'altra estremità del golfo, si trova la Grotta del Bue Marino, che alla foca deve addirittura il nome.

Come scegliere la giornata

Il mare del golfo è quasi sempre praticabile la mattina presto e tende a increspare nel pomeriggio quando entra la brezza. Se avete più giorni a disposizione, tenete la barca come opzione flessibile e decidete la sera prima guardando le previsioni: chi si impunta su una data fissa rischia di navigare nella giornata peggiore della settimana. Chi soffre il mal di mare farà bene a scegliere un mezzo grande e stabile e a mettersi al centro dello scafo.

Un patto con la costa

Su questo litorale non ci sono cestini, bar né bagni: le cale sono spiagge senza servizi, e la loro conservazione dipende interamente da chi ci sbarca. Tutto ciò che arriva a bordo torna a bordo. E c'è una tentazione a cui conviene resistere: i sassolini bianchi di Cala Mariolu non si portano via, sono parte della cala e la loro raccolta è vietata.

Alla fine, quello che resta di una giornata così non è la singola spiaggia, ma la sequenza: ore intere di parete bianca sulla sinistra, mare aperto sulla destra, e nessuna strada in mezzo.

Da Baunei al porticciolo in un quarto d'ora

Da A su Santu Nigola, in pieno centro a Baunei, il porticciolo di Santa Maria Navarrese dove si imbarcano le escursioni si raggiunge in circa 15 minuti di auto.