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Cala Goloritzé

La cala più riconoscibile del Golfo di Orosei: la guglia di calcare che si alza dalla spiaggia, i ciottoli bianchi e l'acqua verde smeraldo.

Parcheggio di Su Porteddu a circa 10 km da Baunei (25 minuti in auto), poi a piedi · oppure in barca
Cala Goloritzé — dintorni di Baunei
Cala Goloritzé — foto: Rosanna C. · CC BY 2.5 · Wikimedia Commons

Cala Goloritzé si apre all'estremità meridionale del Golfo di Orosei, nel territorio di Baunei, ed è probabilmente il profilo di costa più fotografato di tutta la Sardegna. Il motivo si capisce appena la si ha davanti: una spiaggia piccola di ciottoli bianchi, l'acqua che passa dal verde smeraldo al blu nel giro di pochi metri e, sopra, una guglia di calcare che sale verticale dalla riva.

Quella guglia è Punta Caroddi: centoquarantatré metri di parete che scendono a piombo sulla cala, una delle vie storiche dell'arrampicata sarda e il dettaglio che rende questo posto riconoscibile anche a chi non c'è mai stato. Sul lato opposto della baia il mare ha scavato nella roccia un arco naturale, il secondo elemento che finisce in tutte le fotografie.

La cala sembra lì da sempre e invece è giovanissima: si è formata negli anni Sessanta del Novecento, quando una frana ha portato a valle i massi e i sassi bianchi che oggi compongono la spiaggia. Da qui vengono i ciottoli chiari, il fondale che schiarisce l'acqua fino a renderla quasi irreale e le sorgenti d'acqua dolce che affiorano fra le pietre a filo di mare. È monumento naturale della Regione Sardegna dal 1993 e monumento nazionale dal 1995.

Non c'è una strada che arrivi qui, e non c'è un parcheggio sul mare. Ci si arriva in due modi. Il primo è a piedi, partendo da Su Porteddu sull'altopiano del Golgo, che si raggiunge in auto salendo da Baunei lungo la strada a tornanti: il sentiero entra in una valle chiusa fra pareti calcaree e scende verso il mare fra lecci, ginepri e roccia bianca. Non è attrezzato né esposto, ma è a tutti gli effetti un sentiero di montagna, e il ritorno è tutto in salita.

Il secondo modo è il mare. Le escursioni in barca che partono dal porticciolo di Santa Maria Navarrese costeggiano tutto questo tratto di litorale e si fermano davanti alla cala: lo sbarco non è consentito, ma la si vede da sotto, con la guglia intera che si alza sopra la spiaggia. È un punto di vista che chi scende dal sentiero non ha, e in una vacanza abbastanza lunga le due cose si fanno entrambe.

L'accesso alla cala è a numero chiuso e la prenotazione è obbligatoria, attraverso il sistema ufficiale del Comune di Baunei che gestisce l'area. Le prenotazioni si aprono qualche giorno prima della data di ingresso e i posti giornalieri sono limitati: presentarsi all'imbocco del sentiero senza aver prenotato vuol dire, quasi sempre, tornare indietro.

In cala non c'è nessun servizio: niente chiosco, niente noleggio, niente bagni, nessun riparo se non l'ombra che le pareti regalano a certe ore. Tutto quello che si porta giù va riportato su. Per chi soggiorna da noi il consiglio è sempre lo stesso: dedicateci una giornata intera, senza altri programmi dopo. Goloritzé non è una tappa fra le altre.

Consigli pratici

  • Prenotazione: obbligatoria e a numero chiuso, dal sistema ufficiale del Comune di Baunei: si prenota qualche giorno prima.
  • A piedi: si parte da Su Porteddu, sull'altopiano del Golgo: sentiero di montagna, scarpe chiuse e acqua, e il ritorno è tutto in salita.
  • In barca: le escursioni partono dal porticciolo di Santa Maria Navarrese: lo sbarco non è consentito, la si vede dal mare.
  • Servizi: nessuno: niente chiosco, niente bagni, niente ombra garantita. Si porta tutto e si riporta su tutto.
  • Quando andare: mattina presto per la luce e per il caldo: nelle ore centrali la discesa e la risalita sono molto più faticose.
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