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Chiesetta di San Pietro in Golgo

Una chiesa bianca in mezzo al nulla dell'altopiano, con le case dei pellegrini tutt'intorno: il posto che racconta meglio com'è fatta Baunei.

circa 9 km da Baunei · 20 minuti in auto, sull'altopiano del Golgo
Chiesetta di San Pietro in Golgo — dintorni di Baunei
Chiesetta di San Pietro in Golgo — foto: Unukorno · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Sopra Baunei, superati i tornanti che si staccano dal centro del paese, la montagna si apre all'improvviso in una piana larga e piatta a quasi cinquecento metri sul mare: è l'altopiano del Golgo. In mezzo, senza niente intorno a distrarre lo sguardo, sta la chiesetta bianca di San Pietro.

È una chiesa campestre, non la chiesa di un paese: fu edificata fra il Seicento e il Settecento grazie alle donazioni e al lavoro diretto dei pastori del Supramonte, che su quell'altopiano vivevano e lavoravano. Il legame fra Baunei e l'apostolo Pietro è però documentato già dall'inizio del Seicento: non è un santuario voluto dall'alto, ma un posto costruito pietra su pietra da chi stava qui tutto l'anno.

Attorno alla chiesa, dentro una cinta di pietra, stanno le cumbessias: le piccole case in cui i pellegrini alloggiavano per la durata della festa, stanze essenziali usate una volta l'anno e poi richiuse. È l'impianto tipico dei santuari campestri sardi, e spiega perché queste feste durino più di un giorno: fino a non molto tempo fa salire al Golgo significava mettersi in cammino e restarci.

La festa torna ogni anno l'ultima domenica di giugno e si articola su tre giornate, fra riti religiosi, una processione solenne con il simulacro del santo e momenti comunitari che si prolungano fra le case attorno alla chiesa. Gli orari e il programma cambiano da un anno all'altro: chi vuole informazioni aggiornate le trova dalla parrocchia di Baunei, dal Comune o dall'ufficio informazioni turistiche del paese.

La tradizione popolare lega la chiesa alla voragine che si apre poco lontano, Su Sterru: il racconto vuole che dall'abisso uscisse un enorme serpente, chiamato su scultone, che terrorizzava Baunei, e che sarebbe stato San Pietro a liberare il paese dalla minaccia. È una leggenda, e come tale va presa; ma dice bene quanto, da queste parti, la fede e il paesaggio siano la stessa storia.

Anche fuori dai giorni di festa il posto vale la salita. Intorno alla chiesa ci sono i ginepri secolari piegati dal vento, i sugheri, gli asinelli e i maiali allo stato brado, le rovine nuragiche sparse nella piana e i sentieri che da qui scendono verso il mare. È un altopiano abitato ma silenzioso, con una luce che al mattino presto e nel tardo pomeriggio cambia completamente il colore della pietra.

Per chi soggiorna ad A su Santu Nigola la chiesetta è la sosta naturale di una giornata sull'altopiano: si sale in auto dal centro del paese, si guarda la piana, si prosegue verso Su Sterru o verso l'imbocco dei sentieri per le cale. Si arriva in auto lungo la strada asfaltata a tornanti; l'ingresso all'area della chiesa è libero, ma è un luogo di culto e un posto di lavoro per i pastori, quindi si sta con il rispetto che merita.

Consigli pratici

  • Come si arriva: in auto da Baunei, lungo la strada a tornanti che sale all'altopiano del Golgo: una ventina di minuti dal paese.
  • Ingresso: libero. È un luogo di culto e un'area di pascolo: niente rumore, niente rifiuti, cancelli richiusi come si sono trovati.
  • Da vedere vicino: la voragine di Su Sterru, le rovine nuragiche della piana e gli imbocchi dei sentieri che scendono verso le cale.
  • La festa: ultima domenica di giugno, su tre giornate: programma e orari cambiano ogni anno, li dà la parrocchia di Baunei.
  • Quando andare: mattino presto o tardo pomeriggio: la luce bassa sull'altopiano è tutta un'altra cosa rispetto alle ore centrali.
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