A Santa Maria Navarrese, la frazione a mare di Baunei, nella piazza davanti alla chiesa ci sono alberi che meritano una sosta più lunga di quella che di solito ricevono. Sono olivastri — l'olivo selvatico, parente non innestato dell'olivo coltivato — e alcuni di loro sono fra gli esemplari più antichi e imponenti d'Europa.
Gli alberi
L'esemplare maggiore ha una chioma di nove o dieci metri e un tronco di circa otto metri e quaranta di circonferenza. Il tronco è cavo, contorto, segnato da secoli di crescita irregolare: basta guardarlo per capire che non è un albero da giardino, è un sopravvissuto.
Sull'età le opinioni non coincidono del tutto. La definizione corrente parla di olivastri millenari, e in ogni caso si tratta di piante che erano già adulte molto prima che qui esistesse un abitato. È una di quelle situazioni in cui la misura esatta conta meno dell'ordine di grandezza.
Un gruppo, non un albero solo
La cosa che rende speciale questo luogo non è soltanto l'esemplare più grande, ma la concentrazione: accanto alla chiesa e nella piazza ci sono più olivastri secolari in uno spazio ridotto e a pochi passi dal mare. È proprio questa densità ad aver reso il sito notevole per chi studia gli alberi monumentali.
Gli olivastri sono riconosciuti monumento naturale, e la tutela riguarda l'insieme del gruppo, non solo la pianta più imponente.
La chiesa accanto
Gli alberi stanno accanto alla chiesa di Santa Maria di Navarra, uno dei santuari mariani più antichi della Sardegna, affacciato sulla piazza centrale del paese e a due passi dal mare. È da questa chiesa che la frazione prende il nome: prima c'era il santuario, poi è arrivato il borgo.
La ricorrenza più sentita del paese è legata proprio a lei. Ogni anno, nei giorni che precedono la festa dell'Assunta, la statua della Vergine parte dalla parrocchiale di Baunei e raggiunge Santa Maria Navarrese in processione, con il rosario recitato in sardo, gli abiti tradizionali, i cavalieri, le traccas — i carri trainati dai buoi — e il suono delle launeddas. Per il programma aggiornato conviene rivolgersi alla parrocchia o al Comune di Baunei.
Un paese cresciuto attorno a un albero e a una chiesa
Messi insieme, chiesa e olivastri raccontano bene come funziona questo posto. Il santuario spiega il nome e la geografia del paese; gli alberi ricordano che qui c'era già qualcosa di vivo e imponente prima di qualunque costruzione. Sono due scale di tempo diverse che convivono nello stesso spazio di pochi metri, ed è un accostamento che non si trova spesso.
Che albero è, in concreto
L'olivastro è l'olivo allo stato selvatico: la stessa specie dell'olivo coltivato, ma non innestata. Produce frutti piccoli e poco interessanti dal punto di vista alimentare, e in cambio ottiene una resistenza notevole alla siccità e ai suoli poveri. Cresce lentissimamente — è anche per questo che un tronco di quelle dimensioni implica tempi così lunghi — e tende a svuotarsi al centro con il passare dei secoli, continuando a vivere grazie alla parte esterna del legno.
Quando andarci
Non serve una stagione particolare: gli olivastri stanno lì tutto l'anno e non hanno un momento migliore di altri. Se però si può scegliere, il tardo pomeriggio è quello che rende meglio, quando la luce entra bassa fra i tronchi e le cavità del legno si leggono per quello che sono — secoli di crescita, siccità e ripartenze. È anche l'ora giusta per proseguire a piedi verso il porticciolo, che è a pochi minuti di passeggiata.
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